La Teoria della Matrice della Vita Eterna
Articolo originale del Gran Maestro Zhang, scritto nel 1999
Nota editoriale
Questo testo presenta un quadro tradizionale della coltivazione interna cinese, espresso attraverso terminologia classica e riferimenti a concetti scientifici moderni. I riferimenti scientifici inclusi non intendono costituire affermazioni formali della fisica moderna o della scienza empirica, né il contenuto deve essere interpretato come guida medica o come dichiarazione di validità clinica.
Questo articolo riflette una prospettiva teorica avanzata all’interno della tradizione della coltivazione cinese e deve essere letto nel suo contesto originale.
La questione fondamentale della vita eterna
Per realizzare la vita eterna, è necessario prima chiarire se nel mondo esista realmente una matrice della vita eterna. È inoltre necessario chiarire se il corpo umano possieda tale potenziale. In caso contrario, dopo averla perseguita a lungo, sarà come “attingere acqua con un cesto di bambù”, sprecando risorse e danneggiando la propria vita.
Allora, esiste davvero nel mondo una matrice della vita eterna e imperitura?
Il Qi prenatale come origine di tutte le cose
Le dottrine tradizionali cinesi della coltivazione interna sostengono che il “Qi innato” (先天之炁 xiāntiān zhī qì) sia l’origine di tutte le cose nell’universo. Tutto si trasforma a partire da questo Qi; esso attraversa innumerevoli kalpa senza essere distrutto, trascende ogni categoria ed esiste in modo autonomo.
Chi è in grado di ottenere questo Qi e di operare su di esso secondo un metodo preciso può raggiungere la vita eterna.
La fisica moderna e il parallelo scientifico
Non è una semplice coincidenza che la fisica nucleare moderna sostenga anch’essa che nell’universo esistano fotoni e neutrini con una durata di vita infinita. L’essenza dell’universo è costituita da fotoni e neutrini. Tutto ciò che esiste nell’universo, inclusi i fenomeni mentali e spirituali, deriva dalla loro trasformazione.
La fisica classica afferma che la materia è composta da atomi, e che gli atomi sono costituiti da un nucleo e da elettroni che ruotano attorno ad esso. La fisica nucleare ha ulteriormente scoperto che il nucleo atomico è composto da particelle elementari, e che all’interno di queste particelle elementari si trovano fotoni e neutrini.
Fotoni positivi e negativi, neutrini positivi e negativi: la loro massa a riposo è approssimativamente pari a zero e la loro durata è infinita.
Altre particelle elementari possiedono anch’esse durate molto lunghe. Ad esempio, la durata del protone raggiunge i 2×10³⁰ anni, e quella dell’elettrone i 5×10²¹ anni. Sebbene straordinariamente lunghe, queste durate non sono infinite. Solo fotoni e neutrini hanno durata infinita.
Secondo le tabelle statistiche sulla durata delle particelle elementari, le anti-particelle esistevano già prima della nascita dell’universo. Per questo motivo, la fisica nucleare sostiene che l’essenza dell’universo sia costituita da fotoni e neutrini, e che tutto derivi da essi.
Il Qi come matrice della vita eterna
Sebbene la coltivazione tradizionale cinese e la fisica nucleare moderna utilizzino linguaggi diversi, esse si riferiscono alla stessa realtà: nell’universo esiste effettivamente una matrice della vita eterna e imperitura.
Dal punto di vista della coltivazione e del nutrimento della vita, questa matrice è chiamata Qi (炁 qì). Ciò significa che la ricerca della vita eterna non è una fantasia, ma possiede una base reale e concreta.
Evidenze storiche nella civiltà cinese
Dal punto di vista dell’esperienza storica, nella storia documentata della Cina, le persone che hanno raggiunto le più grandi longevità sono An Qisheng (安期生 Ān Qíshēng) e Zhang Guolao (张果老 Zhāng Guǒlǎo), entrambi vissuti per oltre 3000 anni.
Guang Chengzi (广成子 Guǎng Chéngzǐ), maestro dell’Imperatore Giallo (黄帝 Huángdì), aveva già 1200 anni quando l’Imperatore Giallo si recò da lui per ricevere insegnamento.
Peng Zu (彭祖 Péng Zǔ), che successivamente si trasferì in India, visse in Cina per 760 anni prima di partire. Laozi (老子 Lǎozǐ) visse oltre 700 anni.
Dal periodo Tang e Song in poi, la durata media di vita dei praticanti di alchimia interna e coltivazione superava i 100 anni.
Maestri e lignaggi
Ad esempio, Lü Dongbin (吕洞宾 Lǚ Dòngbīn) visse per oltre mille anni e riappariva periodicamente per guidare gli altri.
Chen Tuan (陈抟 Chén Tuán), noto come l’“Immortale dormiente del Monte Hua”, visse oltre 150 anni. Zhang Sanfeng (张三丰 Zhāng Sānfēng) visse oltre 140 anni.
I cinque patriarchi della scuola meridionale dell’alchimia interna ebbero una durata media superiore ai 110 anni.
Per quanto riguarda i patriarchi della scuola settentrionale, ad eccezione della generazione fondatrice — che enfatizzava la coltivazione della natura (性功 xìng gōng) e lasciò quindi presto il mondo umano — tutti gli altri superarono i cento anni.
Sebbene oggi non siano più visibili nel mondo umano, ognuno di loro ha lasciato preziose testimonianze della propria pratica e realizzazione, sotto forma di testi scritti o trasmissioni orali.
L’attrazione universale della via della vita eterna
La via della vita eterna ha attratto innumerevoli persone, dagli imperatori fino alla gente comune.
Il sovrano Yin della dinastia Shang (商代殷王 Shāng dài Yīn wáng) studiò i metodi di Peng Zu e raggiunse una longevità superiore ai 300 anni.
L’imperatore Wu di Liang (梁武帝 Liáng Wǔdì) praticò metodi di nutrimento della vita e visse fino a 83 anni.
In ogni epoca e in ogni luogo, molte persone hanno rinunciato al potere per perseguire questa via.
Rinuncia e ricerca del Dao
Gautama Buddha e il suo discepolo Ānanda, così come Bodhidharma (达摩 Dámó), erano tutti eredi al trono, ma rinunciarono al potere per perseguire la coltivazione.
Padmasambhava abbandonò il suo status di principe per dedicarsi completamente alla pratica Vajrayāna.
L’Imperatore Giallo cercò il Dao mentre conduceva campagne militari, lasciando il Huangdi Neijing (《黄帝内经》).
Liu Haichan, Zhang Liang e Laozi si ritirarono dalla vita ufficiale per dedicarsi alla coltivazione.
Coerenza storica e credibilità
Esempi come questi sono numerosi nella storia cinese. Tutti erano individui intelligenti e istruiti, che non avrebbero abbandonato i benefici della vita per inseguire una semplice illusione.
Tuttavia, non tutti riescono a raggiungere il Dao. Come si dice:
“Coloro che cercano il Dao sono numerosi come i peli di un bue, mentre coloro che lo realizzano sono rari come piume di fenice e corna di unicorno.”
Approccio scientifico e trasmissione
Dal punto di vista scientifico, anche un solo caso di successo è degno di studio.
La questione diventa quindi come trasmettere l’esperienza di questi pochi a tutti gli esseri, alleviando la sofferenza e permettendo a tutti di percorrere la via.
Longevità e responsabilità della scienza moderna
Secondo i principi della vita, se si scoprono i meccanismi dell’invecchiamento, è possibile rallentare significativamente il processo e persino prolungare la vita.
Per la scienza moderna, questo è un campo inevitabile di ricerca.
Lo spirito espresso nel principio “il destino è nelle mie mani, non nel cielo” è ciò che la scienza del corpo umano dovrebbe incarnare.
